Per Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) si intende l’insieme di tutti quei trattamenti volti ad aiutare il concepimento nelle coppie dove questo non riesce ad avvenire spontaneamente.

Chi accede alla PMA

Le tecniche di PMA sono indicate nei casi in cui il concepimento spontaneo è impossibile o estremamente remoto, e per quei casi in cui altri interventi farmacologici o chirurgici siano inadeguati. Ad esempio, una donna con le tube chiuse o danneggiate in modo irreparabile o un uomo con valori spermatici troppo deficitari, non possono sperare in un concepimento naturale, né in un reale ripristino della capacità riproduttiva.

Anche le coppie che non sono completamente sterili, ma che non riescono a concepire spontaneamente dopo due anni di rapporti non protetti, dopo aver effettuato i dovuti accertamenti, sono candidate ideali per la PMA. In questo caso, se la causa di infertilità è nota, si può intervenire con altre strategie terapeutiche, ma in caso di fallimento è meglio non aspettare troppo tempo.

La PMA è indicata anche per le coppie con infertilità o subfertilità inspiegata. È di fondamentale importanza, nel decidere se ricorrere alla PMA, tenere conto dell’età della donna e del tempo di ricerca di un figlio. Questi due fattori, infatti, condizionano la probabilità di successo di un trattamento di fecondazione assistita.

PMA: quale tecnica scegliere

Esistono vari criteri che consentono di diversificare le tecniche di fecondazione assistita, le quali si distinguono per il luogo dove avviene la fecondazione (intra o extra corporea), per il percorso terapeutico da seguire e per la provenienza dei gameti. È importante sottolineare che non esiste una tecnica migliore o peggiore dell’altra, ma semplicemente quella più idonea per una coppia e per il loro problema; pertanto, inquadrato il problema, il ginecologo consiglierà con quale metodo di procreazione assistita sarà meglio intraprendere.

La riproduzione assistita è possibile mediante una gamma di opzioni terapeutiche, a diverso grado di invasività. La scelta della tecnica a cui ricorrere deve tenere conto, oltre al quadro clinico della coppia, anche del principio di gradualità, che richiede il ricorso alla tecnica con minore invasività possibile, dal punto di vista tecnico e psicologico, purché, sia di pari efficacia terapeutica.

Le tecniche di PMA sono suddivise in I, II e III livello a seconda della loro complessità e della necessità o meno di anestesia. Si distinguono inoltre in base alla provenienza dei gameti utilizzati per le tecniche di fecondazione: omologa se da gameti della coppia, eterologa se da soggetti esterni alla coppia.

Tecniche di I livello,  prevedono un concepimento “in vivo”

  • Stimolazione ovarica associata ad una valutazione ecografica dell’imminente ovulazione per programmare i cosiddetti rapporti mirati;
  • inseminazione intrauterina.

Tecniche di II livello, prevedono il prelievo degli ovociti e la loro fecondazione “in vitro

  • FIVET;
  • ICSI;
  • crioconservazione di ovociti ed embrioni;
  • prelievo percutaneo di spermatozoi dal testicolo.

Tecniche di III livello prevedono una laparoscopia

  • GIFT; ZIFT; TET prevedono il trasferimento rispettivamente di gameti, zigoti ed embrioni all’interno delle tube.

Le tecniche di III livello, oggi, sono utilizzate sempre più raramente, in quanto offrono percentuali di successo simili alla FIVET (tecnica che non richiede l’intervento laparoscopico).

Per saperne di più su queste tecniche consulta anche la sezione dedicata ai seguenti link:

http://www.almares.it/tecniche-procreazione-medicalmente-assistita/

http://www.almares.it/tecniche-di-pma/

PMA eterologa: in cosa consiste

In seguito alle modifiche effettuate sulla legge 40/2004 (che di fatto vietava la fecondazione eterologa in Italia), le coppie con problemi di infertilità possono decidere se affidarsi alla fecondazione omologa, in cui i gameti appartengono alla coppia, oppure alla fecondazione eterologa, in cui uno od entrambi i gameti provengono da un donatore/donatrice esterno alla coppia. Si ricorre a questa tecnica laddove la fecondazione assistita di tipo omologo non può essere d’aiuto a causa di una condizione di sterilità permanente di uno o di entrambi i partner.

Come previsto dall’art. 5 della Legge 40/2004 possono far ricorso all’eterologa “coppie maggiorenni, di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambe viventi”. Come stabilito dall’art. 4 della medesima legge è opportuno agire secondo il principio di gradualità delle tecniche. Ovvero quando le indagini cliniche attestano che una coppia è affetta da infertilità non assoluta o idiopatica, e l’età della partner femminile lo consente, i due partner vengono sottoposti a fecondazione assistita omologa. Nel caso in cui non venga ottenuto alcun beneficio da quest’ultima viene valutata l’opzione di ricorrere alla donazione di gameti.

Le tecniche utilizzate dalla fecondazione eterologa sono le medesime di cui si serve la procedura omologa.

Donazione di ovociti: quando ricorrervi

Possono accedere alle tecniche di fecondazione eterologa donne:

  • con ipogonadismoipergonadotropo (cioè con problematiche di tipo ormonale che impediscono il concepimento naturale e che non rispondono alla stimolazione ormonale preparatoria a un ciclo di fecondazione assistita);
  • in età riproduttiva avanzata;
  • con ridotta riserva ovarica dopo il fallimento di fecondazione omologa;
  • affette o portatrici di un significativo difetto genetico o che abbiano una storia familiare di una condizione per la quale lo stato di portatore non può essere determinato;
  • con ovociti e/o embrioni di scarsa qualità o ripetuti tentativi di concepimento falliti tramite tecniche di PMA;
  • con fattore iatrogeno di infertilità (danno causato da un trattamento clinico di tipo diagnostico o terapeutico).

Per saperne di più sui programmi di ovodonazione consulta il seguente link:

http://www.almares.it/pma-eterologa/ovodonazione/

Donazione di seme: quando ricorrervi

È consentito il ricorso alla donazione di seme se il partner maschile:

  • presenta dimostrata infertilità da fattore maschile severo (azoospermia, oligoastenozoospermia severa o mancata fertilizzazione dopo l’iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo- ICSI);
  • presenta una disfunzione eiaculatoria incurabile;
  • è portatore di un significativo difetto genetico o se ha una storia familiare di una condizione per la quale lo stato di portatore non può essere determinato;
  • presenta un’infezione sessualmente trasmissibile che non può essere eliminata.

E’ inoltre consentito se:

  • si riscontra un fattore iatrogeno di infertilità;
  • la partner femminile è Rh-negativo e gravemente isoimmunizzata e il partner maschile è Rh-positivo.

http://www.almares.it/pma-eterologa/donazione-seme/

 PMA omologa ed eterologa: percentuali di successo

I tassi di successo dei trattamenti dipendono da numerosi fattori quali l’età della donna, la durata dell’infertilità della coppia, il tipo di infertilità ed il trattamento prescelto. Per saperne di più sui nostri risultati, consulta la sezione dedicata al seguente link:

http://www.almares.it/percentuali-di-successo/

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