La Riserva Ovarica: il follicolo è l’unità funzionale dell’ovaio. Il patrimonio follicolare della donna va incontro ad una fisiologica ed inarrestabile riduzione con l’avanzare degli anni quindi la capacità riproduttiva della donna è legata al tempo.

All’inizio della pubertà la donna possiede circa 400.000 follicoli primordiali ognuno dei quali contiene un ovocita immaturo, solo 300-400 di essi giungeranno a maturazione durante la vita fertile della donna gli altri follicoli andranno in atresia.

Il declino della fertilità con l’età si traduce in una riduzione della probabilità sia di concepimento spontaneo che assistitio.

Il fattore età è pertanto un elemento cruciale sia nei concepimenti spontanei che con le tecniche di fecondazione medicalmente assistita ed è acclarato che la riduzione della capacità riproduttiva nella donna inizi intorno ai 35 anni, con un progressivo esaurimento della funzionalità ovarica e con riduzione della qualità ovocitaria che si può accompagnare ad aumentata abortività ed ad aumentato rischio di gravidanze aneuploidi (anomalie cromosomiche).

Oggi uno dei principali marker della riserva ovarica considerato un ottimo indicatore è l’ormone anti-mulleriano (AMH) una proteina prodotta dalle cellule della granulosa dei follicoli astrali che può essere dosato in qualsiasi giorno del ciclo e che tende a declinare con l’età fino a diventare indosabile in menopausa. Clicca qui ed approfondisci il tema su AMH e valori di riferimento.

Parimenti un ottimo marker ugualmente valido per importanza della riserva ovarica è da considerare la conta dei follicoli antrali che si effettua con una semplice ecografia transvaginale. L’indagine va eseguita nei primi giorni del ciclo mestruale quando è possibile osservare in ogni ovaio i piccoli follicoli antrali aventi un diametro tra 2 e 10 mm. Attraverso questa indagine si assiste nel tempo ad un progressivo declino della conta dei follicoli antrali che si traduce in una riduzione della fertilità. Una ulteriore validità di questa indagine la verifichiamo nei programmi di fecondazione assistita dove attraverso la conta in fase precoce possiamo predire la risposta della paziente alla stimolazione ormonale con gonadotropine e quindi stabilire uno specifico dosaggio dei farmaci utilizzati.

L’ ormone follicolo stimolante (FSH) è un parametro poco accurato per predire una cattiva prognosi riproduttiva anche in conseguenza della sua ampia variabilità, deve essere valutato in II o III giornata del ciclo e va considerato un indicatore indiretto della riduzione della riserva ovarica. Clicca qui ed approfondisci l’argomento con il nostro articolo sull’esame del FSH.

Anche l’estradiolo (E2) mostra una bassa accuratezza predittiva e deve comunque essere dosato contemporaneamente alla valutazione del FSH per aumentare la sensibilità nell’individuare donne con bassa riserva ovarica.

L’ inibita B è prodotta dalle cellule della granulosa dei follicoli antrali durante la fase follicolare, la diminuzione dei valori di inibita B si associa ad elevati valori di FSH e si verifica solo in avanti con l’età pertanto deve esser considerata come marker dell’attività ovarica più che come marker quantitativo della riserva ovarica.

Approfondire la conoscenza della riserva ovarica nella donna è un aspetto essenziale perché; 

a) consente di capire se la paziente ha un patrimonio follicolare corrispondente alla sua età anagrafica e quindi che tipo di percorso seguire. 

b) consente di pianificare il tempo di intervento per tecniche di fecondazione assistita e di individuare un idoneo protocollo terapeutico per la stimolazione ovarica.

Come abbiamo più volte affermato è fondamentale sensibilizzare donne alla ricerca di gravidanza sull’ importante aspetto del fattore età e quindi sulla riserva ovarica per eventualmente suggerire alla coppia di anticipare la ricerca della gravidanza ed eventualmente il ricorso alle tecniche di fecondazione assistita.