La biopsia Pipelle o scratching endometriale o “graffio” come viene spesso definito dalle pazienti è una tecnica attraverso la quale si effettua un piccolo prelievo dell’endometrio mediante una sottile cannula denominata Pipelle.
Il prelievo viene effettuato in un programma di Procreazione Medicalmente Assistita nel ciclo precedente a quello del trasferimento embrionario o nello stesso mese del trasferimento embrionario.

La tecnica è stata suggerita ed applicata da un ginecologo israeliano che aveva notato come le pazienti sottoposte ad isteroscopia il mese precedente a quello del trasferimento embrionario presentassero una percentuale di gravidanza aumentata. Da qui nacque l’idea di sottoporre a prelievo endometriale una serie di donne che avevano avuto fallimenti nella loro storia clinica confermando un aumento delle percentuali di successo. L’ipotesi biologica e clinica alla base di questi risultati è che il “danno” inflitto all’endometrio potrebbe portare a una massiccia secrezione di fattori di crescita e citochine durante il processo di guarigione delle ferite indotte, e che queste potrebbero facilitare l’impianto dell’embrione in utero funzionando come collante della blastocisti alla parete dell’utero.

Nella pratica clinica la biopsia viene effettuata ambulatorialmente e sterilmente, risultando nella gran maggioranza dei casi indolore o causando al più dei dolori simil-mestruali.
Dopo aver introdotto lo speculum e visualizzato il collo dell’utero attraverso la cervice uterina si introduce il catetere Pipelle e si effettua sul fondo uterino una aspirazione dell’endometrio nei quattro quadranti, alle ore 6, 9, 12 e 15. Da qualche tempo in Alma Res suggeriamo l’applicazione della tecnica nello stesso ciclo in cui effettuiamo il transfer, applicandola tra la 5° e la 7° giornata calcolata dal primo giorno del ciclo e riscontrando comunque un aumento delle percentuali di gravidanza sovrapponibili e valutabili in circa il 15-20 %.

Presso la nostra clinica ed in base all’esperienza accumulata la raccomandiamo nei programmi di PMA in casi di fallimenti precedenti e/o quando la paziente abbia superato i 40 anni.