L’alcool, al pari del fumo e della cattiva alimentazione, danneggia molti organi e influenza negativamente le funzioni vitali tra cui la fertilità.

Tutto però dipende da quanto, cosa e quando si beve.

Gli effetti più specifici dipendono dalla quantità di alcool assunta e dalla capacità dell’organismo di metabolizzarla.

Cosa provoca nell’uomo?

A livello testicolare il consumo di alcool provoca:

  • una modificazione strutturale dei testicoli con atrofia, perdita di cellule spermatiche e riduzione del diametro dei tubuli seminiferi;
  • una diminuzione della produzione di testosterone in quanto l’acetaldeide, il metabolita dell’etanolo contenuto nell’alcool, ha un effetto tossico sulle cellule di Leydig, deputate alla produzione proprio del testosterone;
  • un effetto negativo sulle cellule del Sertoli che svolgono un ruolo importante nella maturazione degli spermatozoi. A dosi elevate si può arrivare anche all’arresto del processo di maturazione.

A livello centrale si ha uno scompenso nella funzione di LH (ormone luteinizzante) e FSH (ormone follicolo-stimolante) dovuto probabilmente a un’interferenza nell’attività del GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine).

Infine, per quanto riguarda la qualità del liquido seminale si riscontra:

  • riduzione del volume dell’eiaculato;
  • riduzione di tutti i parametri seminali, in particolare della concentrazione e della morfologia degli spermatozoi.

Quali effetti sulla donna?

Il metabolismo della donna è meno efficiente nello smaltimento dell’alcool. Questo comporta una maggiore interferenza con il corretto funzionamento delle ghiandole endocrine che regolano il ciclo mestruale e tutto l’apparato riproduttore. In particolare, l’alcool interferisce sull’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi responsabile della produzione degli ormoni FSH (follicolo-stimolante) eLH (luteinizzante). Questi ormoni nella donna stimolano rispettivamente la formazione dei follicoli ovarici e del corpo luteo, ed entrambi partecipano alla produzione di progesteroneed estradiolo, essenziali nella preparazione dell’utero all’accoglimento dell’embrione.

L’uso ricorrente di alcolici è quindi correlato ad alterazioni delle concentrazioni ormonali che possono causare:

  • amenorrea;
  • alterazione nella formazione dei follicoli con ridotta riserva ovarica;
  • anovulazione;
  • scarsa fertilità;
  • tendenza all’aborto spontaneo;
  • menopausa anticipata (solo in rari casi).

Le dosi di riferimento non sono definibili a priori perché dipendono anche da altri fattori tra cui costituzione dell’individuo, stile di vita ed età.

In correlazione con l’età sono stati riscontrati:

  • nell’adolescenza modificazioni morfologiche cerebrali e alterazioni del ciclo mestruale;
  • tra i venticinque e i quarantaquattro anni effetti nella sfera ormonale e riproduttiva.

Nell’analizzare la relazione tra consumo di alcool e fertilità femminile è importante considerare soprattutto tre situazioni:

  1. infertilità naturale: è stato riscontrato un incremento del 50% del rischio d’infertilità per le donne che ne fanno un consumo elevato rispetto a quelle che ne fanno un uso moderato. Si ha, inoltre, una diminuzione del 40% del rischio per chi ne fa un consumo minimo o nullo.
  2. riduzione del successo di tecniche di fecondazione assistita: la possibilità di un successo (figlio nato sano) si abbassa di circa il 16% per le donne che assumono circa quattro bevande alcoliche la settimana; inoltre aumenta di circa il 20% in più la possibilità di fallimento nell’impianto dell’embrione per donne che arrivano a sette bevande alcoliche settimanali. Questa tendenza è confermata da uno studio che utilizza come indicatore la qualità dell’embrione: è stato riscontrato che nel caso di assenza di consumo di alcool per un periodo sufficientemente lungo precedente al trattamento, gli embrioni sono risultati di ottima qualità nel 70% dei casi e di buona qualità nel restante 30%. Queste percentuali calano a picco nelle donne che hanno fatto uso di alcool, con una percentuale di embrioni di bassa qualità di circa il 22% nel caso di un consumo pari o superiore a due drink al giorno.
  3. anticipo della menopausa: non sono ancora chiari gli effetti del consumo di alcool sull’età d’inizio della menopausa perché è difficile discriminare l’influenza di altri fattori (etnia, comportamenti, ambiente, malattie ecc.) su tale fenomeno.

In conclusione è opportuno astenersi dall’assunzione di alcolici per un periodo sufficientemente lungo antecedente all’intenzione di avere un figlio, astensione che è bene si protragga anche per tutto il periodo gestazionale.

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