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Mancato Impianto – Fallimenti Ricorrenti

TRATTAMENTO PERSONALIZZATO IN PRESENZA DI FALLIMENTI RICORRENTI DELL’IMPIANTO EMBRIONALE O DI ABORTI RIPETUTI

Quando si parla di fallimento ricorrente dell’impianto?

Si definisce fallimento ricorrente dell’impianto l’assenza di annidamento dopo due tentativi di trasferimento di embrioni di buona qualità allo stadio di blastocisti e con uno sviluppo embrionario appropriato.

Quando si parla di poliabortività?

Si definisce poliabortività la presenza della perdita spontanea di ≥ 3 gravidanze cliniche consecutive prima della 24^ settimana di gravidanza.

Perché l’embrione non si impianta?

Una delle sfide più importanti nell’ambito della procreazione medicalmente assistita è rappresentata dalla ricerca delle cause di mancato impianto embrionario, sebbene queste siano molteplici e di varia natura (fattori materni immunologici, endometriali, ambientali, genetici, fattori paterni). Il 25% dei casi di mancato impianto embrionario non ha una “causa chiara”, ma in molti casi esiste una connessione di fattori che associati possono diventarla.

Presso la nostra clinica sarà possibile eseguire un iter diagnostico e terapeutico personalizzato grazie alla presenza di un team dedicato di ginecologi, andrologi, endocrinologi, biologi, embriologi e di ostetriche specializzato in medicina della riproduzione.

ITER DIAGNOSTICO PRESSO L’ALMA RES

STUDIO DEL FATTORE ENDOMETRIALE MATERNO

Cos’è l’endometrio e perché è importante?

L’endometrio è il tessuto di rivestimento (mucosa) della cavità interna dell’utero che,  sotto l’influenza degli ormoni femminili, subisce una serie di modificazioni periodiche per prepararsi correttamente all’impianto embrionario.

L’impianto dell’embrione è un processo estremamente complesso, oggi conosciuto solo in parte, che dipende non solo dalla qualità embrionaria, ma anche dalla ricettività endometriale e dalla sincronizzazione di entrambe.

Proprio per questo motivo lo studio del fattore endometriale materno rappresenta un elemento importante in caso di fallimenti ricorrenti dell’impianto embrionale o di aborti ripetuti.

E’ possibile esaminare la morfologia endometriale mediante una semplice ecografia pelvica transvaginale che ne studia la struttura e l’ecogenicità.

Tuttavia, in alcuni casi selezionati, è necessario eseguire una valutazione più dettagliata mediante un esame dedicato: l’isteroscopia che permette di “vedere” all’interno della cavità uterina, attraverso uno strumento sottile (isteroscopio) collegato ad una telecamera.

Inoltre le ultime ricerche scientifiche si sono soffermate anche sulla valutazione della flora batterica endometriale (microbioma) e della cosiddetta “finestra di impianto”, ovvero il periodo di ricettività endometriale opportuno per eseguire il corretto transfer dell’embrione in utero.

Questi due elementi oggi ci permettono uno studio più completo del pattern endometriale e ci consentono di programmare i successivi transfer embrionari nel momento più idoneo in base alle caratteristiche endometriali della paziente.

Presso la nostra struttura è possibile eseguire i seguenti esami per lo studio del fattore endometriale materno:

ISTEROSCOPIA

L’isteroscopia è un esame endoscopico che permette:

  • di escludere eventuali anomalie a livello della cavità uterina
  • di eseguire una biopsia endometriale mirata per individuare eventuali anomalie istologiche dell’endometrio per programmare una terapia specifica medica e/o chirurgica.

Come si esegue il test?

L’isteroscopia diagnostica è una procedura ambulatoriale “office hysteroscopy”. Grazie all’utilizzo di strumenti di ultima generazione, sempre più sottili, non è necessaria una precedente medicazione e/o anestesia.

L’esame consiste nell’introduzione per via vaginale, in modo atraumatico, di un sottile strumento ottico dotato di illuminazione a luce fredda che permette una visione  anatomica, diretta, ad alta risoluzione risoluzione del canale cervicale e della cavità uterina e che consente l’esecuzione di eventuali prelievi bioptici per analizzare direttamente il tessuto endometriale.

TECNICA PIPELLE

La tecnica Pipelle consente di migliorare la ricettività dell’endometrio e favorire l’attecchimento dell’embrione.

Come si esegue il test?

Si esegue mediante una procedura ambulatoriale, sicura che permette di ottenere, attraverso una sottile cannula denominata Pipelle, un piccolo prelievo del tessuto dell’endometrio.

Questo “scratch” endometriale (endometrial injury) genera un’infiammazione che provoca l’aumento di citochine infiammatorie, il successivo reclutamento di macrofagi e di altre cellule immunitarie che possono migliorare la ricettività endometriale durante la finestra di impianto perché mediano il dialogo tra endometrio e blastocisti.

E’ possibile eseguire la tecnica Pipelle il mese precedente al trattamento di riproduzione assistita oppure, come suggerito dalla nostra Equipe, nello stesso ciclo in cui sarà effettuato il transfer embrionario tra la 5° e la 7° giornata calcolata dal primo giorno del ciclo. I nostri dati hanno messo in evidenza un possibile aumento delle percentuali di gravidanza e valutabili in circa il 15-20%.

ENDOMETRIO: ERA TEST, EMMA TEST, ALICE TEST

I dati della letteratura scientifica mostrano che l´endometrio è un fattore chiave per il tasso di successo del transfer embrionale.

L’ ERA TEST, EMMA TEST ed ALICE TEST rappresentano dei validi e rapidi test diagnostici che, su indicazione del ginecologo, possono essere eseguiti con una singola biopsia endometriale.

ERA TEST ( Endometrial Receptivity Array)

Di cosa si tratta?

E’ un test molecolare diagnostico per la valutazione della ricettività dell’endometrio che risulta un elemento molto importante per il corretto impianto dell’embrione.

Il test ERA si avvale della tecnologia di Next Generation Sequencing (NGS) per analizzare il livello di espressione di 248 geni associati allo stato di ricettività endometriale.

La validità e l’accuratezza del test sono stati dimostrati da diversi studi scientifici multicentrici.

Come si esegue il test?

Il materiale da analizzare si ottiene mediante una biopsia ambulatoriale della mucosa uterina. Il prelievo è semplice, poco invasivo, dura pochi minuti e si effettua introducendo una sottile cannula nella cavità uterina che aspira una piccola quantità di tessuto endometriale. Il campione viene classificato, a seconda del profilo genetico,  come endometrio ricettivo o non ricettivo.

Se l’endometrio è recettivo significa che è pronto per l’impianto dell’embrione. Questo periodo di ricettività è definito come finestra di impianto ed il transfer degli embrioni verrà eseguito durante lo stesso ciclo in cui è stata condotta la biopsia endometriale.

Nel caso in cui l’endometrio dovesse risultare non ricettivo significa che la finestra d’impianto non coincide con la fase di studio in cui è stato condotto il prelievo bioptico. In questo caso il test ci permetterà di identificare una nuova finestra personalizzata di impianto per eseguire il transfer embrionario ed, in caso, di riprogrammare una biopsia di conferma.

Quando può essere eseguito il test ERA?

 Il test ERA può essere eseguito durante un ciclo naturale o durante un ciclo sostitutivo con terapia ormonale.

Quali sono i vantaggi per la paziente?

Grazie alla sua specificità e sensibilità consente di individuare la finestra d’impianto ottimale prima che la paziente si sottoponga a tecniche di Riproduzione Assistita e di effettuare il trasferimento di embrioni personalizzato (PET) programmandolo temporalmente sulla base dei risultati ottenuti in ogni singola paziente.

Questo test permette inoltre di aumentare la probabilità di gravidanza nelle coppie in cui si sono verificati numerosi fallimenti di impianto embrionale.

ALICE TEST  (Analysis of Infectious Chronic Endometritis)

L’equilibrio dei batteri normalmente presenti a livello endometriale è importante per il corretto impianto embrionario dal momento che, in determinate condizioni, questi possono diventare patogeni per virulenza e carica batterica.

L’ALICE test è capace di individuare i batteri patogeni responsabili dell’infiammazione della cavità uterina (endometrite cronica) e di consigliare una terapia medica specifica.

Queste infiammazioni, presenti in circa il 30 % delle pazienti infertili, possono essere una delle cause di aborti spontanei ripetuti o di fallimenti ricorrenti dell’impianto embrionale. Tale situazione si può risolvere con un’adeguata terapia.

Come si esegue il test?

Il materiale da analizzare si ottiene mediante una biopsia ambulatoriale della mucosa uterina della durata di pochi minuti. Il prelievo è semplice, poco invasivo e si effettua introducendo una sottile cannula nella cavità uterina che aspira una piccola quantità di tessuto endometriale.

EMMA TEST (Endometrial Microbiome Metagenomic Analysis)

L’EMMA test analizza il microbioma endometriale, ovvero la normale flora endometriale, e formula un suggerimento in merito alla terapia probiotica mirata a ripristinare l’equilibrio della flora endometriale.

Questo test permette di fornire una migliore prognosi riproduttiva con un possibile aumento delle probabilità di portare a termine la gravidanza con successo.

Come si esegue il test?

Il materiale da analizzare si ottiene mediante una biopsia ambulatoriale della mucosa uterina della durata di pochi minuti. Il prelievo è semplice, poco invasivo e si effettua introducendo una sottile cannula nella cavità uterina che aspira una piccola quantità di tessuto endometriale.

 

STUDIO DEL FATTORE SPERMATICO PATERNO

LA FRAMMENTAZIONE DEL DNA SPERMATICO

Il test di frammentazione del DNA spermatico permette di evidenziare rotture o lesioni del materiale genetico contenuto nella testa dello spermatozoo. È un esame complementare allo spermiogramma; quest’ ultimo valuta numero, morfologia e motilità dei gameti senza tenere in considerazione l’integrità del contenuto genico degli spermatozoi.

È ormai noto come un’eccessiva frammentazione del DNA spermatico comprometta la fertilità maschile: all’aumentare della percentuale degli spermatozoi che presentano un danno dei filamenti di DNA, si riduce in modo proporzionale il corretto sviluppo embrionale.

L’ovocita, infatti, dopo la fecondazione può riparare il danno di frammentazione del DNA in funzione del tipo di lesione, della percentuale di DNA danneggiato e della sua qualità. Oltre una certa soglia di interruzioni, il processo di riparazione non può più essere raggiunto in modo soddisfacente per consentire il normale sviluppo embrionale. La frammentazione del DNA spermatico sembra essere indotta da un processo di spermatogenesi alterato, esposizione a tossine ambientali, stress ossidativo o fumo, esposizione prolungata del testicolo ad elevate temperature, così come radio e chemioterapia.

L’utilizzo di spermatozoi con DNA frammentato nelle tecniche di fecondazione assistita esita, quindi, in basso sviluppo embrionale, ridotte possibilità di impianto embrionario in utero e riduzione di gravidanze portate a termine.

Questo test permette alla nostra equipe di valutare la percentuale del DNA frammentato spermatico e, se necessario, prescrivere una terapia specifica con antiossidanti per migliorarne la qualità.

VALUTAZIONE DELLO STATO OSSIDATIVO: REDOX ENERGY TEST

Il Redox Energy Test è un innovativo test diagnostico sul liquido seminale che permette la valutazione del contenuto di antiossidanti, vitamine, composti relativi allo stress ossidativo-nitrosativo e composti correlati al metabolismo energetico.

Grazie ad una collaborazione tra il Centro Alma Res e la LTA-Biotech, società di servizi di biochimica analitica e spin off accademico fondata da qualificati docenti universitari, da oggi è possibile effettuare questo test presso il nostro Centro.

Mediante le nuove metodiche analitiche ad elevatissima sensibilità è possibile evidenziare uno stato di carenza e/o di eccesso di specifiche sostanze che spesso sono collegate ad un ridotto potenziale riproduttivo dell’uomo e conseguente alterato sviluppo embrionale.

Questo pannello analitico permette al nostro team di esperti di prescrivere delle terapie mirate a ripristinare le corrette concentrazioni di tali composti con un miglioramento dell’outcome riproduttivo.

VALUTAZIONE DELLA MATURITÀ SPERMATICA

L’acido ialuronico (HA) è un fattore determinante per la maturità e vitalità degli spermatozoi. Gli spermatozoi che hanno completato il processo di maturazione infatti, hanno subito un rimodellamento della membrana plasmatica il quale prevede l’espressione di recettori per l’HA ad elevata densità.

Diverse ricerche scientifiche hanno messo in evidenza che non solo l’acido ialuronico interviene nel legame tra spermatozoo ed ovocita, ma che negli spermatozoi che esprimono l’abilità di adesione all’HA è stata dimostrata una presenza più bassa di anomalie cromosomiche e una migliore integrità del DNA.

  • The Sperm- Hyaluronan Binding Assay

Sfruttando la capacità degli spermatozoi maturi di legare l’acido ialuronico, è stato progettato lo Sperm- Hyaluronan Binding Assay (HBA).

Questo test rappresenta uno strumento diagnostico innovativo per la valutazione della maturità e del potenziale fertilizzante degli spermatozoi perché individua la percentuale di spermatozoi (punteggio HBA) in grado di legare l’acido ialuronico.

Il punteggio HBA correla positivamente con i tassi di fecondazione e di gravidanza.

  • The Phisiological ICSI:

Generalmente per facilitare la micromanipolazione degli spermatozoi durante la tecnica ICSI viene impiegato il Polivinilpirrolidone (PVP), un composto vinilico che ha la proprietà di aumentare la viscosità del terreno di coltura.

Al contrario, nei pazienti con basso punteggio HBA, è possibile usare un nuovo tipo di terreno semiviscoso contenente acido ialuronico che permette di selezionare, rispetto alla sola valutazione morfologica, in modo più naturale gli spermatozoi competenti che più frequentemente presentano una quota minore di DNA frammentato.

Grazie alla sua completa atossicità, la selezione degli spermatozoi con acido ialuronico rappresenta il metodo di microinseminazione più simile al processo di fecondazione fisiologica con un possibile aumento delle percentuali di fecondazione dell’ovocita, qualità degli embrioni ottenuti ed una riduzione del tasso di fallimenti di impianto embrionario e di aborti ripetuti

  • Studio dell’assetto genetico embrionario

I Test genetici pre-impianto vengono utilizzati in combinazione con la fecondazione in vitro (IVF) per identificare, prima che venga effettuato il trasferimento in utero, la presenza di malattie genetiche e/o anomalie cromosomiche in embrioni generati a seguito di trattamenti di fecondazione in-vitro. Tali anomalie sono spesso causa di ricorrenti fallimenti d’impianto, aborti precoci o problemi congeniti alla nascita. Le informazioni ottenute mediante i test genetici pre- impianto aiutano i medici e i pazienti a decidere quali embrioni trasferire.

Per ulteriori informazioni consulta la sezione dedicata del nostro sito CLICCANDO QUI.

  • Utilizzo di nuovi terreni di Coltura per il trasferimento embrionario

Nelle pazienti con aborti ricorrenti e ripetuti fallimenti di impianto embrionario, trovano indicazione d’uso due tipi di terreni di coltura embrionaria (EmbryoGen e BlastGen) appositamente formulati per migliorare le possibilità di concepimento della donna grazie alla presenza del fattore di crescita GSM-CSF (Granulocyte Macrophage Colony-Stimulating Factor).

Il fattore di crescita GSM-CSF è coinvolto nella risposta immunitaria materna, nella comunicazione fra ambiente uterino ed embrione (segnale cellula-cellula, sopravvivenza e differenziazione cellulare), nel successivo sviluppo placentare e nella sua corretta funzionalità.

Questo fattore di crescita crea per l’embrione coltivato in vitro un ambiente più fisiologico e simile all’ambiente in vivo (in condizioni naturali), rendendo più probabile l’impianto e aumentando le possibilità di gravidanza.

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