FAQ

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Q. Quando si parla di infertilità?
A. Per infertilità si intende l’assenza di concepimento dopo 12/24 mesi di rapporti mirati non protetti. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)considera l’infertilità una vera e propria patologia. Quando l’età della donna supera i 35 anni il tempo scende ai 6 mesi limite oltre il quale è consigliato rivolgersi ad un centro di fecondazione assis Non bisogna perdere tempo se esistono già dei motivi per sospettare un’infertilità (come ad esempio l’infiammazione pelvica- infezione degli organi addominali che causa spesso chiusura delle tube) i primi accertamenti andranno fatti già allo scadere dell’anno.

Q. Come posso proteggere la fertilità?
A. Per proteggere la fertilità bisognerebbe non rimandare troppo la decisione di avere un figlio e fare attenzione a:

1) le infezioni: una banale infezione, se trascurata, può portare a conseguenze irreversibili per la fertilità;

2) L’ Età : dopo i 30 anni per la donna peggiora la qualità genetica di ovociti;

3) alimentarsi in modo corretto: un eccesso o una forte diminuzione del peso corporeo possono compromettere la fertilità;

4) controllarsi regolarmente: non trascurare la salute sessuale, consultare il medico e fare controlli anche quando non si hanno disturbi

5) non fumare e non usare sostanze stupefacenti o anabolizzanti:l’assunzione di alcune droghe, anche in modo saltuario, può interferire con la normale produzione di ormoni e nuocere alla fertilità. Gli anabolizzanti usati per aumentare la massa muscolare possono danneggiare per sempre la fertilità;

Q. Quale è il percorso diagnostico per l’accertamento dell’infertilità?
A. Indicativamente, il percorso diagnostico che viene eseguito comprende, in linea di massima, oltre alla prima visita e alla consulenza specialistica, le indagini di seguito indicate (lo specialista però può ritenere necessarie indagini ulteriori o più specifiche in base al profilo della coppia):

Per lui:
a) spermiogramma (esame del liquido seminale per valutare il numero, la morfologia e la motilità degli spermatozoi)

b) spermiocoltura (esame del liquido seminale per valutare la presenza di agenti infettivi che ne alterano le caratteristiche)

c) dosaggi ormonali (per valutare la presenza di evenutali deficit ormonali)

d) indagini genetiche (per valutare la presenza di anomalie genetiche)

Per lei:

a) sonosalpingografia (per controllare la pervietà delle tube)

b) ecografia pelvica (per controllare lo stato di ovaie, utero, endometrio)

c) dosaggi ormonali

d) indagini genetiche

e) ricerca di agenti infettivi (ad esempio tampone vaginale)

Q. Esiste ancora il limite di 3 ovociti utilizzabili della legge 40/2004?
A. Attualmente grazie alla consulta (sentenza 151/2009) è possibile a discrezione del ginecologo, in base all’età della paziente ed alle cause di sterilità, fertilizzare anche più di 3 ovociti. gli eventuali embrioni sopranumerari evolutivi vengono congelati.

Q. Esiste ancora il divieto di fecondazione eterologa?
A. Il divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità della norma della legge 40, entrata in vigore 10 anni fa, che vieta il ricorso a un donatore esterno di ovocitii o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta.

FAQ IN ENDOCRINOLOGIA DOTT CLAUDIO PANUNZI

Q. A che serve usare il sale iodato ?
A. Lo iodio è l’elemento essenziale per la sintesi da parte della tiroide degli ormoni tiroidei (T3 e T4) che regolano nella vita adulta il metabolismo e nella vita fetale lo sviluppo di vari organi come il cervello, muscolo, cuore, ghiandola ipofisaria, reni, sistema riproduttivo ed osso.
Il feto nei primi mesi di gravidanza non è in grado di sintetizzare ormoni tiroidei che vengono trasferiti insieme allo iodio dalla madre.

L’apporto di iodio materno è fondamentale nei primi mesi di gestazione per lo sviluppo del sistema nervoso centrale del feto. La carenza di iodio nella madre e quindi nel feto, comporta un alterato sviluppo delle funzioni cognitive con un più basso quoziente intellettivo e ridotte capacità motorie, oltre che maggiore frequenza di aborti, parti prematuri e malformazioni congenite.
Lo iodio respirato al mare non viene utilizzato dalla tiroide mentre è fondamentale quello assunto con l’alimentazione in particolare con il latte e prodotti derivati, uova, carni e pesce. L’Italia, per motivi geologici, è considerata a lieve-moderata carenza iodica con conseguente incremento del volume tiroideo e di noduli.

Per questo motivo la dose giornaliera di iodio assunta con l’alimentazione deve essere aumentata con l’uso di “sale iodato” ovvero di un comune sale da cucina (marino o no) addizionato di una piccola quantità di iodio, che dal 2005 deve essere in vendita in tutti i supermercati e negozi alimentari o di tabacchi per legge.
Per correggere la carenza iodica tutta la famiglia deve usare sale iodato. Poco sale ma iodato è la raccomandazione che viene data, non perché lo iodio addizionato sia “pericoloso” ma per non aumentare l’apporto di sodio che, nel tempo, può essere dannoso al sistema cardiovascolare esattamente come avviene anche usando sale non iodato.

Q. E’ vero che l’uso del sale iodato è pericoloso per chi ha una malattia tiroidea ?
A. Non è vero, purchè non sia superato il limite massimo giornaliero di 600 mcg/die, impossibile da raggiungere con il sale iodato ma solo usando prodotti definiti impropriamente “integratori alimentari” usati, tra l’altro inutilmente, per dimagrire o per la “cellulite”. Questi prodotti da banco o importabili tramite internet possono contenere quantità anche mille volte superiori a quelle che si assumono con l’uso di sale iodato ed a questi dosaggi può essere pericoloso.

Q.Non riesco a concepire e mi hanno detto che dipende da una tiroidite che mi hanno diagnosticato. E’ vero ?
A. La tiroidite autoimmune può comportare una frequenza lievemente maggiore di abortività. Inoltre, se è compromessa la funzione della tiroide la terapia con ormone tiroideo (Eutirox, Tirosint o Syntroxine) va adeguata in modo da portare il TSH preconcepimento e in gestazione a valori adeguati secondo le conoscenze scientifiche ed evitare l’ipotiroidismo soprattutto nei primi mesi quando il TSH deve essere inferiore a 2 mU/litro. Conoscendo la patologia prima di concepire, la tiroidite non comporta infertilità assoluta, anche se è necessario verificare se non si associ ad altre patologie autoimmuni, in particolare alla celiachia.

Q.Cos’è l’endometriosi?
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Q.Cos’è la riserva ovarica?
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Q.Cos’è la crioconservazione dei Gameti?
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Q.Cos’è la FIVET?
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Q.Cos’è la ICSI?
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